Barcellona – Buenos Aires

Domenica pomeriggio ho comprato il biglietto per Buenos Aires ! Parto il 10 dicembre all’una di notte dall’aeroporto El Prat di Barcellona con la compagnia aerea Level. Un volo di sola andata, senza una data di ritorno stabilita e senza aerei interni perché ogni viaggio ha bisogno del suo tempo e del suo ritmo. Questa è solo la prima pietra, seppur fondamentale per l’organizzazione del viaggio, ho una lunga lista di cose da fare e da pensare ma il fatto di avere finalmente una data di partenza ci fa sentire già in viaggio. Cosa devo fare? Tanto per cominciare dovrei iniziare a guardarmi attorno per subaffittare la mia stanza per non so quanti mesi, i vaccini li ho già prenotati per il 5 novembre, devo ancora rinnovare l’iscrizione per il Workaway, cercare un’assicurazione medica decente e sedermi a un tavolo per disegnare qualcosa di simile a un itinerario. Ho detto Workaway? Ma di cosa si tratta ? Workaway è la possibilità di offrire il tuo tempo in cambio di vitto e alloggio in qualsiasi parte del mondo. Come dicevo non si tratta di un vero e proprio lavoro retribuito ma credo sia più corretto chiamarlo scambio, ovvero offrire quattro o cinque ore della tua giornata per ricevere un posto dove stare e che ti possa permettere di risparmiare in cibo e alloggio, conoscere le persone che ti ospitano e goderti le altre ore del giorno per esplorare il posto in cui ti trovi. Le mansioni più richieste? Un po’ di tutto, basta avere voglia di darsi da fare, si va dal lavoro negli ostelli e nella ristorazione, alle fattorie, babysitter, insegnanti di yoga, di inglese, lavori di giardinaggio ma anche lavori gestionali, di marketing, supporto nella realizzazione di siti web, fotografia, e tanti altri.
Ma torniamo a noi, una cosa è certa, il viaggio inizierà dall’Argentina, gigantesca terra compresa tra i ghiacci della Patagonia a sud, le foreste sub tropicali a nord, altissime Ande a ovest e infinito oceano a est. In mezzo? La Pampa. In Argentina vivono circa 43 milioni di persone e almeno il 90% di queste hanno almeno un antenato di origine europea (la maggioranza sono italiani poi spagnoli e poi tedeschi molti dei quali sono nazisti scappati dalla guerra). L’argentina si chiama così perché un tempo si pensava che fosse ricca di argento e sempre per questo motivo il fiume che divide l’Argentina dall’Uruguay si chiama Rio de la Plata.

Vi posso annoiare subito con un po’ di storia ? Sarò breve promesso.

Dopo la seconda guerra mondiale nel 1946 in Argentina sale al potere Juan Domingo Perón che in nove anni e 2 governi plasma l’Argentina sotto lo stampo del così detto Peronismo (una via di mezzo tra capitalismo e socialismo). Nel 1955 un colpo di stato militare lo destituisce e lo esilia in Spagna. Dal 1955 al 1973 è stato tutto un susseguirsi di colpi di stato e di governi regolarmente eletti. Nel 1973 Perón torna dall’esilio a furor di popolo ma muore l’anno successivo lasciando il posto alla sua terza moglie Isabella. Nel 1976 un nuovo golpe militare stavolta appoggiato da Nixon porta al potere Jorge Rafael Videla e così ha inizio un’atroce dittatura militare che per ovvi motivi non poteva essere chiamata così e quindi decisero di chiamarla: Proceso de Reorganización Nacional e per riorganizzazione si intendeva eliminare fisicamente tutti gli oppositori che risultavano così per amici e parenti scomparsi nel nulla: Desaparecidos. All’inizio degli anni ottanta l’economia in Argentina non va affatto bene e siccome non c’è niente di meglio per distrarre la popolazione di una guerra inutile ecco che il successore di Videla ovvero il generale Galtieri nell’aprile del 1982 invase 4 scogli insignificanti ovvero le Falkland. Ho detto Falkland? Ahhhh sacrilegio ! Mai dire Falkland a un Argentino, meglio chiamarle Malvinas. Ma erano così insignificanti quei 4 scogli? Non la pensava così la signora Thatcher che in poche settimane vinse la guerra e diede l’ultima bastonata che serviva per far cadere la dittatura militare Argentina.
Sono stato abbastanza riassuntivo no? Spero che non vi siate annoiati troppo ma ho un debole per la storia e la geografia. Nel prossimo articolo tornerò a scrivere qualcosa su come procede l’organizzazione del viaggio e condividerò con voi eventuali link interessanti.

Si me caí es porque estaba caminando. Y caminar vale la pena, aunque te caigas.

(Eduardo Galeano)

5 pensieri riguardo “Barcellona – Buenos Aires

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...