El camino es la recompensa

Montevideo, Uruguay
Km percorsi, 2986

Il traghetto delle 8.15 è partito puntuale da Buenos Aires ed è approdato a Colonia de Sacramento in Uruguay dove da lì, dopo aver curiosato per le graziose strade di questa piccola città, ho preso il bus diretto per la capitale: Montevideo.
Il viaggio è stato bellissimo, sono rimasto per tutto il tempo poggiato alla ringhiera di prua per gustarmi il paesaggio nonostante il forte vento. È incredibile come cambia la prospettiva delle cose in un viaggio via mare, se guardi il panorama da poppa vedi il tuo passato lentamente allontanarsi e ritornano a galla le nostalgie. Al contrario se stai a prua sei proiettato verso il futuro, verso tutto ciò che deve ancora avvenire e devo dire che mi piace questa visione ottimistica delle cose perché in un certo senso si tratta solo di avere fiducia nel proprio destino.
Il Río de la Plata era particolarmente agitato ma per mia grande sorpresa non mi è venuta la nausea, mi piace pensare che il mal di mare altro non è che un deposito di agitazioni che ci portiamo dentro. 
Tra i paesi del Sud America, l’Uruguay è uno tra i più piccoli e viene definito dai suoi vicini di casa come una specie di “Svizzera” visto il tenore di vita più alto rispetto agli altri paesi latini (grazie anche al minor tasso di corruzione).  La leggenda narra che Montevideo prenda il nome dall’esclamazione di un soldato portoghese componente della spedizione di Magellano, il quale rimase sorpreso nel vedere un monte in una regione così pianeggiante e urlò “Monte vide eu”.
A mio parere non è una città bellissima, anzi, forse è anche bruttina ma avverto fin da subito un’attrazione, come due vecchi amici che si incontrano dopo tanti anni e quasi stentano a riconoscersi. Montevideo per me è la decadenza che diventa poesia, mate a qualsiasi ora del giorno e della notte, è il tramonto ogni sera diverso sul Río de la Plata, è il vento che non mi infastidisce ma che anzi si porta via la malinconia, sono i coloratissimi murales a ogni angolo di strada, il buon Chivito,  il casco histórico, il barrio sur, la gentilezza, la quiete, l’attesa, la buena onda e il silenzio a cui fatico ad abituarmi dopo tanti giorni passati a Buenos Aires. 
Lo so che può suonare strano però mi sento a casa, come se in un passato lontano fossi già appartenuto a queste terre. È Natale ma è estate, sono lontano dalla mia famiglia ma non mi sono mai sentito così a casa come in questo momento. Continuo a camminare per strade che non conosco ma di cui mi fido ciecamente, non mi funziona il telefono e sono finalmente libero da Google Maps, ho finito i pesos uruguaiani e tutto questo è bellissimo perché come dice il maestro Óscar Tabárez: El camino es la recompensa. 

Dove ho dormito: Viajero Hostels

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