Chi sono

De lo que fuimos, de lo que somos y de lo que queremos ser…

E’ l’estate del 1984, fa caldo. A Livorno le ruspe dragano i canali alla ricerca di alcune sculture. Si crede che in una fredda sera di novembre, stufo di essere preso in giro dai suoi concittadini, l’artista Amedeo Modigliani ne buttò alcune nei fossi. La radio passa canzoni come “Self control” di Raf e “I just called to say I love you” di Steve Wonder e due giovani innamorati e squattrinati stanno per diventare i miei genitori. 

Mi chiamo Gabriele e questo è il mio blog nato per raccontare il viaggio, una serie di appunti che spero un giorno di tramutare in un libro. Ho 25, 30, 35 anni molti dei quali trascorsi in viaggio oppure a fare e disfare blog e siti web (tranquilli questo rimarrà online per sempre) 🙄
Dopo la laurea in Relazioni Internazionali ho lavorato per la Croce Rossa Spagnola a La Coruña e poi mi sono trasferito a Roma per collaborare con una rivista del Gruppo L’Espresso. Mi piace viaggiare, scrivere, guardare i film al cinema seduto all’ultima fila, il caffè nel bicchiere di cartone, conoscere nuove culture, passeggiare nei boschi senza perdermi, la pizza surgelata, le canzoni di Bobo Rondelli, quelle di Nick Drake e lasciarmi guidare dalle stelle (quando Google Maps non funziona). Amo la natura più di ogni altra cosa, stare a contatto con gli alberi e gli animali. Sento il bisogno di essere connesso con la terra. Non mi piace tutto ciò che è rumore, la velocità, la gente che parla ad alta voce, i centri commerciali, i serpenti e i telegiornali. Mi piacerebbe saper collezionare cose ma perdo sempre tutto. Sono curioso come una scimmia e ho sempre voglia di imparare cose nuove. Al momento ho vissuto in 4 diversi Paesi e 8 differenti città. 

Vado errando per rendere omaggio ai miei errori, alle scelte non proprio brillanti ma che in qualche modo mi hanno permesso di crescere, fare esperienze e allargare la mia famiglia. Famiglia per me non è mia madre e mio padre. Non solo almeno. Per me famiglia sono tutte quelle persone che ho conosciuto e che mi hanno in qualche maniera reso una persona migliore. Persone che abitano ancora in me anche se non ci vediamo da anni e non ci siamo mai scritti una sola riga. Viaggiando mi sono reso conto che la famiglia per me è un concetto allargato, sono le persone che ci mettono al mondo ma soprattutto quelle che incontriamo strada facendo. Siamo delle matriosche, dentro di noi portiamo sempre un po’ degli altri e questo è bellissimo.

 

Un destino inevitabile, fatto di gesti umani, fatto da noi.

Aver fiducia, confidare negli altri è il motore che muove il mondo.

Nome femminile. Dal latino: fidĕre «fidare, confidare» Atteggiamento, verso altri o verso sé stessi, che risulta da una valutazione positiva di fatti, circostanze, relazioni, per cui si confida nelle altrui o proprie possibilità, e che generalmente produce un sentimento di sicurezza e tranquillità: in Dio, negli uomini, nella fraternità umana, nella scienza, nel progresso sociale; nella vittoria; di riuscire; nella propria stella, nelle proprie forze; nell’esito di un’impresa; guardare con fiducia all’avvenire.